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Archivio per la categoria ‘Finis Terrae’

Giacomo il fatalista

Giacomo, mentre veniva portato su di una barella al reparto rianimazione, pensava tranquillamente dentro di sè “Era fatale….era fatale!” E in un minuto, prima di perdere definitivamente la coscienza, rivide tutto il film della sua esistenza (la colonna sonora gli parve di Toto Cotugno ed anche questo, pensò, era inevitabile.
Era nato inevitabilmente 27 anni prima [...]

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Era oramai giunta la notte in seconda
di sue quattro vigiglie ed i’ ne andava
appo le spiagge d’esta immonda
valle acché ne discazzassi l’ignava
vita mia di stercore quand’ecco
uno spirito, più che aguglia secco,
come pregando vassi chierichetto.
Parea in viso carcata d’ un’ amara
doglia e l’occhio ne mandava un succo
similare a sangue dissecato. ” Oh cara
anima che gita sei [...]

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Atto Primo
che sia mia cura, avegna che ben poca cosa ormai mi turbi o dilettissimi, tra il Manzanarre e il reno, di drento a codesto viperume vano e pecoreccio, aver di voi somma speranza, sia detto per inciso, che – cioè – più non scorgo niuna cosa d’altrimenti che il lieve, merdoso, cicalàr dei giorni. [...]

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Le nozze di Bufalino da Carrada

Eravi in quel di Babilonia tale Bufalino da Carrada, figlio dello sfasciacarrozze di corte e uomo quant’altri mai di senno fine e pronto allo scopo. Costui era solito dispiegare le sue sere di fra certe taverne di Babilonia stessa e tutt’ al più in balorde salsiccierie del lungotigri che a quei tempi volgea le sue [...]

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il topo

Guardo gli anni che mi rimangono ancora davanti nello stesso modo con cui un gatto guarda il topo morto fra le unghie e col quale vorrebbe ancora giocare.

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La fine del governo

Evviva! Il governo è caduto!
Sulle piazze del Paese tutto
festoso annuncio
di prossima sicura libertà
sventolano gagliardi
i gagliardetti degli eroi
dei vecchi bevitori di cicuta.
Bande di splendide fanciulle
passano di porta in porta
e battono tre colpi
in segno di festoso augurio giorno d’amore e gloria
di riconciliazione e di folclore.
Gli aeroplani in squadriglia
dal cielo lanciano votivi
preservativi tricolori.
La banda comunale fiera
solfeggia pezzi di Glenn Miller
accanto a giovani rivenditori
di pizze al taglio e Coca Cole.
I clacson sembrano impazziti
pel nuovo impegno insieme
a promesse d’intirizziti
stridìi di gaudio ed episteme
piovono lucenti dai balconi
impavesati del Palazzo Comunale
(all’uopo trasformato
in un caffè chantante
da brillanti menti ingegneresche)
Ogni cittadino ”a gratis”
verrà di subito fornito
di bandierina regolamentare
(i Soldi? Non ci sia tema
verranno presi ad hoc
dal bilancio generale)
Bandierine con cui si può
con agio dimostrare
il proprio assenso al grande
pacifico giro giro tondo
della rivoluzione in atto
dello Spirito del mondo
che ha fatto un passo avanti
in barba ad hegel e agli ignoranti.
Dalle labbra delle compagne
partono intanto raffiche di baci e di sorrisi
E noi?
Perchè soltanto noi siam qui?
Ancora qui a romperci le palle
coi soliti discorsi disfattisti?
Perchè siamo così restìi
a sollevare il calice anche noi
a salutare con abili gridìi
i lenti ma inesorabili buoi
che titano il carro del progresso?
Perchè tapparsi ancora al cesso?
Questo haimè ci costerà
una serqua di diffamazioni
Ma quando mai l’epitteto
di disfattisti ci spaventò?
Potessimo soltanto
avere uno sfondo meno coglione
non sentir +, come d’incanto
questa orrenda puzza di carrozzone!

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