Intingere la penna nelle ferite dell’anima presuppone, prima che le ferite, la disperazione di avere un’anima. Non avendo nè l’una nè le altre è inutile perlarne. Ma avendole entramnbe è più saggio tacere. Infine chi abbia un anima vergine è così lontano dal desiderio di prendere in mano una penna che di queste rare persone non rimane che qualche sorriso da adolescente su vecchie foto, sbiadite.
Ora ho capito perchè posso stare in un qualsiasi posto senza che nessuno si accorga di me: in effetti non esisto!
Ed è una cosa che mi rallegra.
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La prima regola cui bisogna attenersi per non sentire il dolore di camminare scalzi sul pietrisco è quella di immaginarsi un martire di un ideale qualunque
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un cartolaio si lamentava ieri del continuo rincaro della vita. in ciò si vede quanto male opini il volgo: mai la vita è stata più a buon presso.
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Spesso parlare con un amico va a detrimento della verità
parlare con un amante a detrimento della comprensione
con un conoscente a detrimento del tempo
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Il più delle volte si desidera un amore solo per chiamarlo per nome
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Guardo gli anni che mi rimangono ancora davanti nello stesso modo con cui un gatto guarda il topo morto fra le unghie e col quale vorrebbe ancora giocare.
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Il mio regno dei cieli è simile ad una locanda balorda, ai margini di uno strano deserto. Per le scale di legno osceni re in mutande (hanno perduto il regno alle carte) vanno tastando il sedere di giovani servette sciupate. ogni tanto sorride l’azzurro, dietro stranissimi pezzi di cielo; il più delle volte la sera si spegne come una lampada a gas, spesso tuona…il più delle volte lontano.
La locanda da su uno spazio infinito di ”vetri”: nessun lirico fiore gelato, ma un’ uniforme espensione di ghiacci; rare ombre vi si inseguono. La sera gli avventori giocano a dare loro dei nomi incredibili.
Una spalla appoggiata allo stipite d’una finestra, di fronte a tanta sconsolata dolcezza, guardo, con occhi che occhi che si son fatti di legno, la mia stupida patria di ghiacci. La guardo come può farlo un gabbiano ferito.
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Passando notai i suoi occhi nei miei. Mi feci da parte ma ormai il colpo aveva falciato le gambe tanto che, per un istante, le mie mani cercarono istintivamente un appoggio nell’aria.
Non osai girarmi perchè sapevo che lei aveva visto il mio goffo annaspare e sorriso, conscia e felice della propria potenza di donna.
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Vasca su vasca mi parli di rivoluzione
Annuisco…e intanto è finito lo stradone
Facciamo dietrofrònt ma l’ironia del fatto
Sembra non averti colpito. rinizi soddisfatto.
…..
Un destino che mi aggrada?
Un cane che attraversi illeso l’autostrada.
….
Sulle epiche misure del tuo arnese
hai reso ormai edotto tutto il paese
Sospetto che per il tuo coso
Tu non sia altro che un optional noioso.
…
“E’ un ingiustizia!” gridi dispiaciuto
Io assentisco da bravo sordomuto.
…
Sul valore del tuo nuovo fuoristrada ne sa
più il cane che l’odora, piscia e se ne va.
…
Sollevo gli occhi al cielo
guardo attentamente
un piccione non mi caca per un pelo
l’occhio. Penso: ”La migliore lente”.
…
Brilla
la luna
falcata
sulla tua crapa pelata.
…
Suonavo…. aprivi
suonavo ancora… ancora aprivi
suonavo ancora una volta…. ancora una volta aprivi
Poi, forse impaurita dalla lunghezza della frase
un giorno non apristi più.
Dentro di me decisi che non eri in casa.
…
Non ho verbi
per descriver giustamente
il tuo perpetuo modo
d’insistere sui ”livelli”
Non ho frasi
per il tuo accento
intervocalico nel pronunciare
“Ragazzi, stiamo attenti,
non scantoniamo,
siamo forse deficienti?”
E’ un gran piacere
sentirsi al fianco
mentre si passeggia
su e giù in stanco
disperato trapassare
la sera che rosseggia.
La presenza fida
di una mente
così sicuramente funzionale.
C’è solo un piccolo
nervoso neo alle labbra
La scontentezza
per non essere ignoranti
in tanto baccanale di sapienti.
….
Solo, in questa discarica che fumi
sparge all’orizzonte tutto
aspetto una morsa che mi frantumi:
concorrente scemo a Rischiatutto.
…
Da spazzino ti fecero un bel giorno operatore
(ecologico per giunta) ora aspetti con certezza
che ti facciano Dottore Ambientalista
Per scaricar monnezza!
…
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